domenica 2 marzo 2014

Scene da viaggio in treno

Una famiglia (genitori e due figlie adolescenti) si siede vicino a me: il padre disegna per una delle figlie la forma dell'Italia e le spiega il viaggio che stanno facendo in treno verso Roma, l'altra legge per tutto il tempo ascoltando musica con il suo iphone; la mamma scherza con la figlia e dormicchia ogni tanto; la figlia che voleva sapere del viaggio studia formule matematiche con spiegazioni in inglese. Solo che non sono inglesi, sono mediorientali e due delle donne portano il velo, la figlia lettrice un semplice cappellino di lana sopra i capelli sciolti. Ad un certo punto del viaggio mi offrono parte del loro kitkat che hanno comprato dal carrellino bar.
Il tizio davanti a me alterna sorrisi complici, ma non si sa su che basi, a momenti in cui ascolta musica ad occhi socchiusi e canta come se stesse pregando (purtroppo non sta pregando).
Se fossi una persona con i pregiudizi avrei ricambiato i sorrisi complici del tizio e ignorato la famiglia. 

Non lo sono e ho fatto il contrario.

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