Una famiglia (genitori e due figlie
adolescenti) si siede vicino a me: il padre disegna per una delle
figlie la forma dell'Italia e le spiega il viaggio che stanno facendo in
treno verso Roma, l'altra legge per tutto il tempo ascoltando musica
con il suo iphone; la mamma scherza con la figlia e dormicchia ogni
tanto; la figlia che voleva sapere del viaggio studia formule
matematiche con spiegazioni in inglese. Solo che non sono inglesi,
sono mediorientali e due delle donne portano il velo, la figlia
lettrice un semplice cappellino di lana sopra i capelli sciolti. Ad un
certo punto del viaggio mi offrono parte del loro kitkat che hanno
comprato dal carrellino bar.
Il tizio davanti a me alterna sorrisi
complici, ma non si sa su che basi, a momenti in cui ascolta musica ad
occhi socchiusi e canta come se stesse pregando (purtroppo non sta
pregando).
Se fossi una persona con i pregiudizi avrei ricambiato i
sorrisi complici del tizio e ignorato la famiglia.
Non lo sono e ho
fatto il contrario.
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