sabato 28 febbraio 2015

Scelte Importanti

Eccola li, come ogni sera, dopo il lavoro (dodici ore filate), si siede sul divano (letto, non ho un divano), scorre il cellulare alla ricerca di qualcosa da farsi consegnare a casa (cibo, cibo, solo quello...ehhh), poi guarda le mie due piastre, in cui non entrano due pentole contemporaneamente, e torna a guardare il cellulare che piuttosto che mettersi a cucinare meglio uscire.

sabato 21 febbraio 2015

Telefonate Impossibili

Prima Telefonata
""Buongiorno, chiamo da Fastnex in seguito alla sua decisione di dismettere il servizio, vorremmo sapere come mai ha deciso di farlo".
"Buongiorno a lei, si ho chiesto la dismissione perché sono via per lavoro e..."
"Non la sento, può parlare più forte per favore?"
"Più forte? Guardi sono al lavoro perché non mi chiamate in un altro momento?"
"Certo, certo, stasera"

Seconda Telefonata
"Buongiorno, chiamo da Fastnex in seguito alla sua decisione di dismettere il servizio, vorremmo sapere come mai ha deciso di farlo"
"Non dovevate richiamarmi di sera? Guardi, è solo che sono via per lavoro e non sto più usando il vostro servizio, quindi preferisco non pagarlo inutilmente"
"Sta perdendo il lavoro? Oh mi spiace..."
"No, ha capito male, non sto perdendo il lavoro, sono via per lavoro"
"Ah, allora perché vuole dismettere il servizio? E' troppo caro?"
"No, cioè si, non è questo che importa al momento. Non voglio più il servizio semplicemente perché non lo uso".
"Capisco, non possiamo fare nulla per venirle incontro?"
"In che senso?"
"Abbassare la cifra, aspetti che guardo.."
"No, non si preoccupi, non mi serv..."
"Possiamo farle 30 euro anziché quello che paga ora".
"Guardi no, non c'è problema, davvero, non lo userei, grazie".
"E' sicura?"
"Si, davvero".
"Ma perché vuole dismettere il servizio?"
"...."

lunedì 9 febbraio 2015

The Big Bang Theory Planification

Il lunedì è il giorno della pizza, non che io di lunedì prenda sempre pizza (è capitato solo due volte da che io mi ricordi), ma come Sheldon insegna: "ci sono giorni prefissati per tutto".
Perciò: lunedì pizza; sabato mattina colazione al Tea Pot; domenica turismo torinese; una volta a settimana (se ci si riesce) cinema e ogni tanto cibo giappo-cinese a domicilio. Il gioco non ha giornate prefissate, quando capita capita (ma non ci si rinuncia mai).
La palestra la si rimanda ad infinitum

venerdì 6 febbraio 2015

Equilibri Instabili

E poi, dopo anni di guida sulla tua due ruote, in ogni condizione (e senza incidenti), mentre esci dal supermercato il tuo piede inizia a seguire una strada tutta sua tradendo l'altro che credeva ci fosse un piano ben preciso cui obbedire: fuori dal supermercato, dritti al residence. E così con tutti i pacchetti che falliscono nel loro ruolo di contrappeso, il corpo cerca di capire in che direzione cadere (se appresso al piede traditore o all'altro) mentre il cervello urla "le uova! Salva le uova!" e alla fine si affida al destino con un unico barlume di reazione che porta il braccio a sollevarsi per "salvare le uova! Salviamo le uova!" E, sotto lo sguardo attonito dei presenti, l'unica soluzione efficace, che permette di salvare la faccia, è guardare con rimprovero il pavimento bagnato, scuotere la testa e allontanarsi cercando di camminare con dignità, piuttosto offesa, e ignorare testardamente il pensiero del colore che la pelle assumerà in un determinato punto probabilmente l'indomani.

domenica 1 febbraio 2015

Lontani Ricordi

E poi, inspiegabilmente, ti ritrovi a pensare a ventisei anni fa, quando a diciotto anni, con gli amici, decideste che non c'era nulla che vi impedisse di fare come i francesi: vestirvi in stile medievale, fabbricare delle spade (che a definire tali ci voleva proprio tanto ottimismo), andare nella campagna romana e giocare agli eroi fantasy. Ogni domenica, presto, con le macchine prese in prestito dai genitori, raccoglievamo le persone e si partiva. Non avevamo che un regolamento scritto da noi, vestiti cuciti dalle mamme (o improvvisati come meglio si poteva) e tanta voglia di giocare.
Ti trovi a ricordare con una certa nostalgia quell'entusiasmo, ma poi, apri il tuo armadio o scorri le foto degli ultimi ventanni e ti rendi conto che in fondo continui a fare le stesse identiche cose, solo con un'esperienza diversa sulle spalle. E alla fine ti scappa un sorriso, perché tanto, alla fine, non si smette mai di essere quel diciottenne.