E poi, inspiegabilmente, ti ritrovi a pensare a ventisei anni fa, quando
a diciotto anni, con gli amici, decideste che non c'era nulla che vi
impedisse di fare come i francesi: vestirvi in stile medievale,
fabbricare delle spade (che a definire tali ci voleva proprio tanto
ottimismo), andare nella campagna romana e giocare agli eroi fantasy.
Ogni domenica, presto, con le macchine prese in prestito dai genitori,
raccoglievamo le persone e si partiva. Non avevamo che un regolamento scritto da noi, vestiti cuciti dalle mamme (o improvvisati come meglio si poteva) e tanta voglia di giocare.
Ti trovi a ricordare con una certa nostalgia quell'entusiasmo, ma poi,
apri il tuo armadio o scorri le foto degli ultimi ventanni e ti rendi
conto che in fondo continui a fare le stesse identiche cose, solo con
un'esperienza diversa sulle spalle. E alla fine ti scappa un sorriso,
perché tanto, alla fine, non si smette mai di essere quel diciottenne.
Nessun commento:
Posta un commento