sabato 12 aprile 2014

Fantascienza, ma quella vera eh?

La prima volta che ho letto "Nascita del Superuomo" mi è entrato dentro e lì è rimasto: in un angolino tranquillo, nell'oscurità. Poi il mio universo si è riempito di navi spaziali, battaglie, eroi che salvano la galassia, fanciulle in pericolo ed alieni affascinanti, fondazioni e terre.
Però quell'ombra oscura rimaneva lì, in silenzio, ad aspettare.
La settimana scorsa ho finito "Cristalli Sognanti" e dal profondo qualcosa mi ha detto che c'era un motivo per cui Theodore Sturgeon mi aveva colpito allora e non se ne era più andato: perché chiunque può scrivere fantascienza, ma farlo con un occhio particolare alla vita umana, soprattutto quella degli emarginati, e creare storie così belle (qualcuno potrebbe anche aggiungere grottesche), beh, non è da tutti.
E allora lascio Asimov e Dick a chi cerca letture più famose, io mi rifugio nel mio angolino scuro, in compagnia di Theodore e del suo circo degli orrori.

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