venerdì 28 novembre 2014

Sprazzi di una serata Piovosa

Sull'autobus:
"No perché c'era questa professoressa che era uno schianto, minchia e ci diede quel compito di latino e io non c'ero che ero dal nonno a Como e lui non aveva internet. Così sono andato da un tipo e gli ho detto 'scusi mi fa usare internet che devo aiutare i miei compagni' e quello mi rispose 'voi terroncelli sempre a combinar casini, va vieni qua usalo' e passai la versione a tutti".

Per strada:
L'uomo si scosta per farmi passare alzando l'ombrello: "Buona pioggia". Poco ci mancava si sollevasse il cappello in un saluto quando mi sono girata a guardarlo sorpresa. Gli ho sorriso.
 

Di ritorno a casa:
Ho visto l'acqua sollevarsi non appena l'auto ha imboccato la curva, nemmeno fosse su di una pista di formula uno. Quando l'ondata mi ha investita in pieno, il "vaffanculooo" che mi è sgorgato dal profondo del cuore ha accompagnato l'allontanarsi della macchina nel buio della notte. E ho pensato che l'augurio di qualche ora prima forse aveva una traccia di preveggenza.

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