"Buon pomeriggio, la chiamo dal residence, volevo avvisarla non
abbiamo più in gestione il quinto piano, la sua nuova stanza è al
quarto".
Al primo viaggio ero moderatamente ottimista.
Al terzo viaggio cominciavo a chiedermi quanta roba avevo portato in un anno a Torino.
Al sesto pensavo di buttare tutto dove capitava e rifiutarmi di vedere.
All'ottavo, ho guardato la stanza e mi sono detta "ce l'ho quasi fatta!", come fanno i motivatori veri.
Al decimo ho cominciato a pensare che l'ascensore si sarebbe rifiutato
di passare dal quinto al quarto piano e dal quarto al quinto per
l'ennesima volta.
All'undicesimo ho messo finalmente il cibo nel frigorifero.
Al dodicesimo sono rimasta alcuni secondi immobile nell'ascensore chiedendomi se stavo salendo o scendendo.
Alla fine ho recuperato le ultime cose e ho lasciato la stanza che ho
occupato per quasi un anno, per un'altra identica, al piano di sotto,
che ancora non mi conosce, ma imparerà a temermi.
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